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#31 (permalink) |
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Chorse Staff
Data registrazione: 15-12-2007
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YouTube - Pavarotti Vesti La Giubba - I Pagliacci LASCIA SENZA PAROLE PAVAROTTI IN QUESTA INTERPRETAZIONE
YouTube - Luciano Pavarotti "No, pagliaccio non son" Pagliacci "Chiunque è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di guerra, ma chiunque chiede di essere esentato dalle missioni di guerra non è pazzo!!" |
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#32 (permalink) |
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Chorse Staff
Data registrazione: 15-12-2007
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Messaggi: 7,057
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Caratteristiche:
Dramma in quattro atti e otto quadri, su libretto di Salvatore Cammarano, tratto dalla tragedia El Trovador di Antonio García Gutiérrez Prima: Roma, Teatro Apollo, 19 gennaio 1853 Trama: In Biscalia e in Aragona, al principio del secolo XV. Parte I. Il duello. Nell`atrio del palazzo dell`Aliaferia gli armigeri attendono il conte di Luna che passa le notti a sorvegliare la dimora di Leonora, principessa di Aragona. Egli ne è innamorato, ma teme che possa giungere Il Trovatore, che egli sa aver colpito il cuore della ragazza. Ferrando, capo degli armigeri racconta ai presenti la vicenda di una zingara che fu bruciata sul rogo per avere stregato il figlio del vecchio conte di Luna; racconta anche come la figlia di lei Azucena, rapì e sacrificò il bambinetto sul rogo per vendetta. E`notte. Nel giardino del palazzo Leonora confida all`amica Ines il proprio amore per il Trovatore finchè le due donne rientrano nei loro appartamenti ove si è nascosto il conte, deciso a parlare con Leonora. Si ode il canto del Trovatore; Leonora avanza per abbraciare l`amato, ma, ingannata dall`oscurità, abbraccia il conte; quando la luna esce dalle nuvole e rischiara la scena, scopre l`errore e si getta ai piedi del Trovatore chiedendo perdono. Pieno d`ira il conte intima al Trovatore di svelare la sua identità; egli è Manrico, un proscritto seguace del ribelle Urgel. Nonostante i tentativi di Leonora di frapporsi, i due si sfidano a duello e Leonora cade svenuta. Parte II. La gitana. Nell`accampamento degli zingari, Manrico (che pur rimanendo ferito, ha vinto il duello e graziato il conte) dialoga con la madre Azucena. La zingara gli racconta i fatti passati: per vendicare la madre, ella aveva rapito il figlio del conte, ma, accecata dall`ira l`aveva scambiato per il proprio figlio nel momento di gettarlo nel rogo. La donna inoltre risponde in modo più che elusivo ai ragionevoli dubbi di Manrico sulla propria identità ed anzi gli intima che pensa solo a vendicarla. Un messo reca la notizia che Castellor è stata conquistata dall`esercito di Urgel e che Leonora credendo morto Manrico vuole prendere il velo. Manrico si precipita a cavallo presso il convento. In un luogo di ritiro nelle vicinanze di Castellor il conte è in attesa di scorgere Leonora: ha infatti intenzione di rapirla. Si ode il coro delle religiose. Tra esse è Leonora che dichiara ancora una volta le proprie intenzioni a Ines. Quando il conte, con Ferrando e il seguito, si fa avanti per rapirla, irrompe Manrico con i seguaci di Urgel; costoro disarmano il conte e Manrico si allontana con Leonora. Parte III. Il figlio della zingara. Le truppe del conte sono appostate in un accampamento vicino a Castellor. Tra i soldati circola la certezza, che all`indomani, in battaglia, essi vinceranno. Gli armigeri fanno prigioniera una zingara che Ferrando riconosce: è Azucena, colei che ha compiuto il feroce infanticidio. Azucena cerca invano di negare e condotta presso gli sgherri, invoca il soccorso di Manrico. Il conte capisce allora di avere in mano la madre del suo rivale e la possibilità di vendicare il fratello. In una sala adiacente alla cappella in Castellor, Manrico e Leonora si apprestano a celebrare le nozze. Giunge trafelato Ruiz e racconta ai presenti dell`avventura di Azucena. Manrico dichiara a Leonora che Azucena è sua madre e corre in sua difesa. Parte IV. Il supplizio. Manrico è rinchiuso nel palazzo dell`Aliaferia. Leonora accompagnata al palazzo da Ruiz, ode l`ultimo addio di Manrico, ma decisa a salvargli la vita, si offre al conte in cambio della libertà dell`amato. Quindi, ottenuto dal conte il permesso di dare personalmente a Manrico l`annuncio della conquistata libertà, si avvia presso la prigione. Mentre il conte gioisce, Leonora succhia il veleno racchiuso in una gemma pur di non cadere nelle mani del conte. Nella prigione Manrico conforta la madre. Raggiunto da Leonora, egli intuisce a quale prezzo ella ha comprato per lui la libertà e accusa la ragazza di tradimento. Ma quando vede in lei gli effetti repentini del veleno, capisce il suo gesto e non gli resta che ricredersi e struggersi nel rimorso. Giunge il conte che comprende di essere stato ingannato da Leonora, che muore. Consegnato Manrico agli armigeri,obbliga Azucena ad assistere all`esecuzione. Ma, al conte sconvolto, ella dichiara: "Egli era tuo fratello. La madre è vendicata". "Chiunque è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di guerra, ma chiunque chiede di essere esentato dalle missioni di guerra non è pazzo!!" |
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#33 (permalink) |
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Chorse Staff
Data registrazione: 15-12-2007
Residenza: vigevano
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Messaggi: 7,057
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YouTube - Luciano Pavarotti "Di quella pira" Il Trovatore Firenze 1991
YouTube - Andrea Bocelli - Di quella pira YouTube - Pavarotti-His best "Di quella pira". ho messo pavarotti e bocelli "di quella pira" per farvi notare la differenza tra un tenore e un "tenorino" su youtube se cercate trovate tutta l'opera,questa come molte altre da notare anche che molte opere sono ispirate a romanzi francesi (voltaire per citarne uno) ,ma che in ogni caso ritrovano le trame degli scritti di shakespeare vissuto tra 1500 e 1600,200 anni prima di queste opere "Chiunque è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di guerra, ma chiunque chiede di essere esentato dalle missioni di guerra non è pazzo!!" |
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#34 (permalink) |
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Chorse User
Data registrazione: 10-10-2007
Residenza: Roma
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#35 (permalink) | |
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Chorse Staff
Data registrazione: 15-12-2007
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Citazione:
"Chiunque è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di guerra, ma chiunque chiede di essere esentato dalle missioni di guerra non è pazzo!!" |
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#36 (permalink) |
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Chorse User
Data registrazione: 10-10-2007
Residenza: Roma
Messaggi: 9,100
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L'ho messa,perche' nei tuoi precedenti,hai mezionato Tenori e tenorini (quando sento paragonare Bocelli a Pavarotti,mi prende male).
Questa e' un Soprano eccezionale,che canti una lirica o una filastrocca,rimane tale. E' un parziale O.T. |
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#37 (permalink) | |
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Chorse Staff
Data registrazione: 15-12-2007
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Citazione:
per puntualizzare sono andato su wiki per vedere bene la definizione di soprano In musica, il termine soprano (al maschile) designa sia la più acuta delle voci femminili, sia la cantante che la possiede, sia il suo registro peculiare. È il registro vocale più diffuso tra le voci femminili. L'estensione tipica della voce di soprano è di due ottave, dal do centrale al do sovracuto (do3 – do5), tuttavia varia ampiamente a seconda della tipologia. Il termine è riferito anche alle voci bianche, ossia alle voci dei bambini dalla nascita alla pre-adolescenza, quando ancora non è subentrato lo sviluppo fisico e il conseguente mutamento della voce; tutti i bambini, indipendentemente dal sesso, sono dunque dei soprani. Tipologie di soprano [modifica] Oggi si distinguono tre tipologie fondamentali: Soprano leggero, di coloratura o d'agilità (da re centrale a mi bemolle sovracuto): voce dolce, chiara, di volume limitato ma molto duttile e agile; spazia nella zona acuta e sovracuta ed è dotato di capacità virtuosistiche. Soprano lirico (da do centrale a re bemolle sovracuto): voce calda, piena, ricca e graziosa; spazia dalla zona centrale a quella acuta ed è adatto ad una vocalità legata e cantabile. Soprano drammatico (da si grave a do sovracuto): voce ricca, piena, di timbro scuro e intenso volume; spazia nella zona centrale ed è portato agli accenti forti. Varianti di soprano [modifica] Nel corso dell'evoluzione del melodramma, la mescolanza di queste tipologie e l'affermarsi di nuove tendenze hanno dato luogo ad ulteriori sottocategorie: Soprano soubrette Soprano lirico-leggero Soprano lirico-drammatico (o lirico-spinto) Soprano drammatico d'agilità Soprano falcon Soprano wagneriano Ruoli per soprano [modifica] Alla voce di soprano, come quella di tenore, sono tradizionalmente affidati i ruoli da protagonista. In alcuni casi interpreta ruoli minori o di co-protagonista, tuttavia di maggiore importanza rispetto alla voce di mezzosoprano o di contralto (Liù in Turandot, Oscar in Un ballo in maschera, la Sacerdotessa in Aida). Di seguito sono riportati alcuni tra i ruoli più celebri per ogni tipologia di soprano. Per un elenco dettagliato e per ruoli delle sottotipologie, consultare gli articoli principali. Soprano leggero [modifica] Al soprano leggero sono affidati personaggi dal carattere brioso, civettuolo, comico, in cui l'analisi psicologica è posta in secondo piano, a favore di una vocalità vivace e frastagliata, possibile grazie all'utilizzo preponderante della coloratura. Adina (L'elisir d'amore, Gaetano Donizetti) Filina; Titania (Mignon, Ambroise Thomas) Lakmé (Lakmé, Léo Delibes) Soprano lirico [modifica] Il soprano lirico interpreta donne ingenue, sentimentali e compassionevoli, la cui psicologia è evidenziata da un'approfondita analisi introspettiva e intimistica, nonché da una vocalità patetica ed elegiaca. Cio-Cio-San (Madama Butterfly, Giacomo Puccini) Glauce (Medea, Luigi Cherubini) Liù (Turandot, Giacomo Puccini) Micaëla (Carmen, Georges Bizet) Mimì (La bohème, Giacomo Puccini) Soprano drammatico [modifica] Al soprano drammatico sono affidati ruoli tragici, eroici, di donne oppresse o autoritarie, il cui carattere è messo in risalto dall'utilizzo di una vocalità stentorea. Amelia (Un ballo in maschera, Giuseppe Verdi) Gioconda (La Gioconda, Amilcare Ponchielli) Medea (Medea, Luigi Cherubini) Turandot (Turandot, Giacomo Puccini) "Chiunque è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di guerra, ma chiunque chiede di essere esentato dalle missioni di guerra non è pazzo!!" Ultima modifica di axelot : 07-06-2009 alle ore 20.28.20. |
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#38 (permalink) |
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Chorse Staff
Data registrazione: 15-12-2007
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Trama dell'opera musicale
Unico atto, ambientato in sicilia alla fine dell'800. All'alba della domenica di Pasqua Turiddu (tenore), figlio di Lucia (contralto) intona un canto malinconico (O Lola ch'hai di latti la cammisa) a Lola (mezzo soprano), la bella ragazza di cui si era perdutamente innamorato prima di partire militare e che, al suo ritorno, aveva trovato sposa del carrettiere Alfio (baritono). Turiddu, ancora innamorato di Lola, aveva cercato di dimenticarla con un'altra donna, Santuzza (soprano). Non vi fu nulla da fare purtroppo, e Turiddu, dopo avere sedotto Santuzza e avere promesso di sposarla, veniva "rapito" dalla gelosa Lola intrattenendo con questa relazioni amorose durante le lunghe assenze del marito. Santuzza, si reca a casa di Lucia, per parlare di Turiddu. Mamma Lucia, crede che il figlio sia andato a Francofonte a fare provvista di vino, e non sa che invece è in paese. Sopraggiunge nel mentre Alfio, che intona un canto che esalta la bellezza del suo mestiere (Oh, che bel mestiere fare il carrettiere). Alfio chiede a mamma Lucia un bicchiere di vino Lucia afferma che non ha vino e che suo figlio si è recato nel paese vicino ad acquistarlo. Alfio allora soggiunge di avere visto Turiddu quella stessa mattina nei pressi di casa sua. Lucia viene fermata da Santuzza circa ulteriori spiegazioni e nel mentre passa la processione dei fedeli diretti in chiesa, e tutti intonano intonano il canto del regina Coeli. Terminato il canto la gente entra nella chiesa e Santuzza e Lucia rimangono sole. Mamma Lucia chiede il perché della visita e Santuzza le confida che Turiddu, dopo averle tolto l'onore e promesso di sposarla ha ricominciato a trescare con Lola. Scossa dalla notizia, mamma Lucia si reca in chiesa. Giunge intanto Turiddu sulla piazza del paese: egli risponde evasivamente alle domande di Santuzza tentando invano di calmarla. Il dialogo è interrotto dall'arrivo di Lola che sta per recarsi in chiesa cantando una stornello. Dopo avere chiesto se il marito fosse da quelle parti, si reca in chiesa percependo l'atteggiamento ostile di Santuzza. Santuzza intanto trattiene Turiddu per un braccio impedendogli di seguire Lola. Disperata e piangente lo implora di non abbandonarla . Turiddu seccato la respinge con violenza e si reca in chiesa. Santuzza lo maledice per avere infranto la promessa delle nozze (A te la mala Pasqua! Spergiuro!) e rivela ad Alfio, appena sopraggiunto, l'infedeltà della moglie che riceve Turiddu in casa quando egli è al lavoro, e la sua disperazione per essere stata disonorata . Alfio incredulo minaccia di morte Santuzza in caso abbia raccontato una menzogna, diversamente il carrettiere si ripromette di vendicarsi entro la stessa giornata. Santuzza esca di scena e con la piazza vuota si odono le struggenti note dell'Intermezzo . Al termine della messa uomini e donne escono di chiesa e Turiddu invita gli amici a bere (Viva il vino spumeggiante) e inneggia alla festa e alla bellezza di Lola. Sopraggiunge Alfio; che, invitato al brindisi, rifiuta sdegnato. Turiddu comprende il gesto di sfida e butta a terra il vino, le donne si ritirano spaventate. I rivali si abbracciano e Alfio morde l'orecchio a Turiddu, segno, nella tradizione siciliana, della sfida a duello. Turiddu si addossa la responsabilità dell'accaduto ma Alfio non lo perdona. I due si lasciano e Alfio soggiunge che attenderà Turiddu dietro l'orto. Turiddu ha un ultimo pensiero di pietà per Santuzza ed allora, fingendo di essere ebbro, dichiara di volere prendere una boccata d'aria. Prima di uscire raccomanda Santuzza alla madre alla quale poi chiede di essere benedetto . Subito dopo fugge via. Giunge Santuzza che in preda ad un presentimento fatale abbraccia Mamma Lucia, ignara del duello, angosciata e in preda ad un triste presentimento invano domanda spiegazioni delle sue parole e del suo comportamento; ella non riesce a trattenerlo. Giunge poco dopo un mormorio lontano, poi il grido delle donne: "Hanno ammazzato compare Turiddu" . YouTube - Giuseppe di Stefano "Addio alla madre" Cavalleria "Chiunque è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di guerra, ma chiunque chiede di essere esentato dalle missioni di guerra non è pazzo!!" |
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#39 (permalink) | |
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Chorse User
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Citazione:
Ma basta che tu prenda una cavatappi,lo dirigi nelle tue orecchie,e' capirai da te,togliendoti il cerume ,che trattasi di soprano. |
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#40 (permalink) | |
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Chorse Staff
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Citazione:
alla tua versione della discreta interprete ascolta bene il minuto 3,24 circa...arriva senza aria e per prendere la nota quasi la urla da farla gracchiata..a te magari piacerà perchè sembra dare pathos ma stilisticamente mi par sbagliata..poi tra un paio di minuti chiedo a chi se ne intende + di me "Chiunque è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di guerra, ma chiunque chiede di essere esentato dalle missioni di guerra non è pazzo!!" Ultima modifica di axelot : 07-06-2009 alle ore 23.16.36. |
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#41 (permalink) | |
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Chorse User
Data registrazione: 10-10-2007
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Citazione:
Qui si parla di tonalita',quale raggiungi e quale mantieni. |
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#42 (permalink) |
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Chorse Staff
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nn conosco la cantante,ma se puoi postare qualcosa che te la fa definire "eccezionale" da te riuscirò a capire ,dal brano mi pare solo una di tante
"Chiunque è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di guerra, ma chiunque chiede di essere esentato dalle missioni di guerra non è pazzo!!" |
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#43 (permalink) |
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Chorse Staff
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innanzitutto mi complimento con Axelot per la passione che mette in questo 3D
![]() poi, ascoltando la voce nel video postato da Luca, a me sembra più un ibrido (alla Celine Dion) sicuramente mi sbaglio, ma non vorrei che Luca l'abbia promossa a soprano senza che lei lo sappia (ammò er romano se 'ncazza!) |
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#44 (permalink) | |
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Chorse Staff
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Citazione:
![]() Ruthie Henshall | Facebook |
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#45 (permalink) | |
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Chorse Staff
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"Chiunque è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di guerra, ma chiunque chiede di essere esentato dalle missioni di guerra non è pazzo!!" |
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